VercelliViva: domani la conferenza su Isabella de Cardona

Stampa Home
Articolo pubblicato il 06/04/2016 alle ore 10:48.
VercelliViva: domani la conferenza su Isabella de Cardona 3
Il busto di Isabella de Cardona all'ex Collegio delle Orfane

Chi ama la storia di Vercelli non può perdersi, domani pomeriggio al Piccolo Studio (ore 17,30) la prima conferenza del nuovo ciclo dei “Vercellesi illustri” la rassegna promossa da VercelliViva giunta ormai al quarto anno. Ecco di cosa si tratterà.

Argomento sotto i riflettori la storia del “Collegio delle orfane”, fondato da Isabella De Cardona a metà del XVI secolo e che ha svolto la sua attività fino a metà degli anni Sessanta del 900. Relatrici Irene Gaddo e Daniela Piemontino che tratteranno approfonditamente il tema: «Carità e istruzione nella Vercelli di età moderna: Isabella Josa de Cardona e il Collegio delle Orfane». Ingresso libero.

Le due relatrici hanno anticipato alcuni tratti di questa donna eccezionale.

Nata nel 1490, faceva parte della nobiltà di Barcellona. Rimasta vedova si unì alle Terziarie Francescane e già in quegli anni avviò in Barcellona un’opera simile a quella vercellese. La sua successiva venuta a Vercelli è legata alla figura di Sant’Ignazio di Loyola, Isabella, con altre ricche dame, aveva pagato gli studi di teologia a Parigi dell’ex militare poi divenuto il fondatore dei Gesuiti e nella metà degli anni Trenta del XVI secolo si era recata a Roma per incontrare il futuro santo con un'altra nobildonna della sua cerchia, c'era in progetto di creare un ramo femminile dei Gesuiti, ma non se ne fece nulla. Nel viaggio, però, fece tappa a Vercelli, e la città dovette piacerle, perché, cinque anni dopo, terminato il soggiorno romano, prese dimora nella nostra città, dove si diede da fare per istituire il Collegio e lo fece con lungimiranza, procurando pria di tutto le risorse finanziarie con l’appoggio dei maggiorenti, della Chiesa e dei Savoia. Il Collegio delle orfane permise nei secoli di togliere dalla strada le giovinette povere e di dare loro educazione e un futuro meno odioso.

E' uno dei rarissimi esempi di emancipazione femminile di quei tempi, di una donna che conosceva la politica e le strategie e che le seppe sfruttare per fare del bene, con tale impronta che, appunto, l'opera, cambiando spesso di sede, durò bene quattro secoli.

«Ho fatto in tempo a vedere queste giovinette del Collegio per strada oppure quando partecipavano ai funerali e cantavano il suffragio con una tristezza infinita. Però non conoscevo a fondo la storia di questa istituzione leggendaria, ma grazie alle nostre relatrici ho scoperto cose incredibili» ha detto il presidente di VercelliViva Antonino Ruffino. Un invito a non mancare al primo appuntamento del nuovo ciclo dei «Vercellesi illustri».

 

Cronaca

Cultura

Economia

Sanità

Politica

Sport