VERCELLI-KAZAN: L'arte che unisce e fa crescere

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Articolo pubblicato il 31/05/2017 alle ore 18:16.
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Nelle foto alcune opere e momenti dell'inaugurazione della mostra

Purtroppo ci sono solo due giorni ancora per ammirare nella chiesa di San Vittore la mostra Vercelli-Kazan su tema del Sacro. Chi ama l'arte non può lasciarsela scappare, la gallery che proponiamo resterà comunque a documentare l'evento, davvero rimarchevole. A chi interessa riproponiamo il testo dedicato all'iniziativa comparso sull'edizione del nostro giornale in edicola dal 29 maggio.

Il “Cremlino di Kazan” è l’immagine della mostra «Sul Sacro», che vede insieme nella chiesa di San Vittore Vercelli e Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan, con artisti italiani e russi. E’ una moschea con tre svettanti minareti, ma l’edificio ospita anche una chiesa cristiano-ortodossa e una sinagoga. «Kazan si trova in una terra di confine, dove convivono ancora oggi in armonia diverse etnie, religioni e culture», spiega Roberto Ganinetti, curatore della mostra.
Una secolare e raffinatissima cultura contro la barbarie dell’odio che, non per caso, si nutre di ignoranza. Valori espressi in modo solare ed evidente da una delegazione di splendide persone, tutti accademici di spessore, molti sono giovani.
«Arte è stare insieme - continua Gianetti - ero stato invitato ad esporre a Kazan nel 2015, ospite del gruppo di incisione Graphcom, lì ho avuto un’accoglienza splendida, ci sono stati artisti che hanno fatto 800 chilometri per incontrarmi... bellissimo, siamo diventati subito amici. Da lì è nato il progetto di portarli in Italia, paese che all’estero è adorato per la sua cultura, così siamo giunti a questo progetto, grazie al sostegno del Comune di Vercelli e all’Ufficio Beni Culturali della Diocesi che con Daniele De Luca ha messo a disposizione San Vittore. Una location che ha deliziato i nostri ospiti, molti per la prima volta in Italia e che hanno letteralmente “divorato” Vercelli e i suoi musei, rimanendo colpiti».
Un fatto confermato anche da Olga Ulemnova alla vernice della mostra venerdì scorso: «Siamo onorati di presentare a Vercelli, in questa chiesa magnifica, i nostri artisti. La grafica a Kazan è molto importante e nel ventesimo secolo abbiamo anche vissuto l’arte d’avanguardia, speriamo che i nostri lavori siano compresi dai visitatori».
Questo ci porta al merito artistico dell’esposizione che sarà aperta fino al 2 giugno, francamente troppo poco perché questi sono lavori che vanno meditati e centellinati. Riguardo i russi la tradizione è figurativa, con un livello di finezza dei dettagli stupefacente, nelle vedute di Vera Karaseva sembra quasi di sentire l’odore della neve intorno alla città di Kazan, con i suoi minarei e le ciminiere sovietiche. Sulla simbologia sacra particolarmente suggestive le incisioni a colori di Marat Mingaleev e poi ci sono cenni alle avanguardie di cui ha detto Olga.
Per quanto riguarda gli italiani, sono quasi tutti artisti che Gianinetti cura da tempo, fra cui diversi vercellesi (vedi box dei protagonisti).
Il dato comune a tutti loro è la ricerca, le arti incisorie, nelle loro varie declinazioni, sono spesso trascurate, ma invece sono vive e alla perenne ricerca di nuove figurazioni.
E per condividere tecniche e anche tematiche, per stare insieme nel nome dell’arte e dell’amicizia, è anche in corso un workshop nei locali di via Sant’Ugolina, 30 un vero atelier di arte incisoria, messo a disposizione da Gianinetti che, oggi come oggi, non solo è uno dei maestri della nostra arte, ma è forse anche il più noto a livello internazionale. Ricordiamo che non è nuovo a progetti di scambio, fa fede la collaborazione avviata con la Triennale di Vilnius. In questi locali russi e italiani lavorano fianco a fianco, con gioia, ed è molto bello vederli all’opera.
Martedì 30 maggio dalle 10 alle 12 si potranno vedere all’opera in piazza Cavour per una dimostrazione pratica di stampa a torchio manuale. Se potete non mancate.
Su questo scambio Vercelli-Kazan sta anche nascendo un docu-film del regista Simone Vailati.
La mostra è aperta tutti i giorni dalle 16,30 alle 19,30, è un’esperienza da fare, tra luoghi lontani e una luce interiore che si irradia e si erge come un baluardo all’odio e alla cultura del nulla.

SPONSOR E PROTAGONISTI

Giova ricordare alcuni dati fondamentali, al di là dei nomi delle persone coinvolte, artisti e accademici. «Vercelli-Kazan» è un progetto ideato e curato da Roberto Gianinetti, non solo una mostra ma uno scambio culturale, che dovrebbe proseguire con un evento a Kazan. Il sindaco Maura Forte all’inaugurazione ha ribadito l’interesse del Comune per questo tipo di operazioni che qualificano la città. Altrettanto fondamentale l’impegno dell’Ufficio Beni Culturali che è, anzi, il primo promotore. Lo spazio di San Vittore è ormai una bomboniera che tutti ci invidiano.
E’ stato realizzato anche un valido catalogo. I, tutto con l’aiuto e il sostegno de «Coop. Sociale La Cometa», «Bonzano», Gallo Arti Grafiche, Ascom, associazione «Amici della Via Francigena».
Ed ecco i nomi dei protagonisti: Espongono: Irina Antonova, Aleksandr Artamonov, (presidente Grafkom, Kazan), Vera Karaseva, Marat Mingaleev, Sergey Repnin, Igor Ulangin, Alexandra Nicolaeva, Olga Ulemnova (Accademia delle Scienze del Tatarstan), Rozalya Nurgaleeva (Museo di Stato di Kazan, direttrice), Magdale- na Kacperska (Accademia di Belle Arti di Lodz- Polonia, artista-ospite), Albina Dealessi, Lu (AL), Roberto Gianinetti, Vercelli, (curatore), Dora Iannotti, Vercelli, Gloria Veronica Lavagnini, Como, Alessia Meglio, Vercelli, Pierangela Orecchia, Vercelli, Silvio Pozzati, Vercelli, Nadia Presotto, San Maurizio (AL), Silvana Sabbione, Torino, Paolo Seghizzi, Vercelli, Renata Torazzo, Vercelli, Caterina Valentini, Ancona, Lucrezia Zaffarano, Milano.

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