Vercelli, manifesti funebri per la Sanità

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Articolo pubblicato il 17/05/2016 alle ore 10:50.
Vercelli, centinaia di manifesti funebri "annunciano" la morte della sanità pubblica 3
I manifesti apparsi in città
Vercelli, centinaia di manifesti funebri "annunciano" la morte della sanità pubblica 5
Vercelli, centinaia di manifesti funebri "annunciano" la morte della sanità pubblica 5

Una miriade di manifesti funebri con impressa la scritta “E’ morta la sanità vercellese” sono apparsi questa notte in moltissime zone della città. Si tratta di un’azione, definita “goliardica” dagli autori, dimostrativa di protesta contro l’attuale situazione della sanità pubblica a Vercelli messa in atto dal gruppo “Vercelli non conforme” che ne ha rivendicato la paternità con una dichiarazione pubblica sulla pagina Facebook. Ecco il testo della dichiarazione: “Rivendichiamo l'azione goliardica di stanotte dove in diversi punti di Vercelli sono stati affissi dei manifesti funebri che annunciano la fine della sanità pubblica in città . L'azione nasce per ribadire sia alle istituzioni locali che regionali che la riforma “ Saitta “ va ripensata , BASTA con i tagli , con le chiusure , i depotenziamenti , le lunghe liste d'attesa . Si sappia che ci sono Italiani che non si arrendono , e che il Comitato Salviamo l'ospedale non è solo in questa battaglia .Ci siamo da subito e pubblicamente schierati dalla parte del Comitato Cittadino in difesa dell' ospedale , perché riteniamo che sulla salute pubblica non si possa e non si debba speculare . Apprezziamo gli sforzi fatti sin ora dal comitato e da alcuni medici che fin da subito ( fine 2014 ) hanno denunciato la degenerazione che oggi noi tutti viviamo .Invitiamo quindi i cittadini vercellesi a ribellarsi a questo sopruso , appoggiando fisicamente e mediaticamente tutte le iniziative che si dovessero attuare in città in difesa del nosocomio cittadino ,e non aspettarsi che siano solo “altri “ ad occuparsene,perché come disse un famoso filosofo “La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente.”

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