Valledora contro le discariche, nessun inceneritore a Vercelli

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Articolo pubblicato il 06/04/2016 alle ore 07:00.
Una parte della discarica di Alice Castello
Una parte della discarica di Alice Castello

La questione dei rifiuti sta tenendo banco su diversi tavoli. Intanto ricordiamo la battaglia del Movimento Valledora che in questo periodo sta svolgendo un tour interessando tutti i Comuni ricompresi nel territorio della Valledora con serate informative sui progetti relativi alla realizzazione di una nuova discarica a Alice Castello e all'ampliamento di due discariche a Cavaglià (tra cui una di rifiuti speciali). Il tour farà tappa a Cavaglià venerdì 15 aprile alle ore 21, presso il Salone dell'Oratorio Parrocchiale in Via Rollino.
Intanto a Torino, in Consiglio Regionale, continua la discussione sul “Piano Rifiuti”. La notizia più importante che pare (il condizionale è d’obbligo) emergere è che Vercelli non avrà un nuovo inceneritore, lo si deduce dal fatto che entro il 2020 tutti i rifiuti indifferenziati andranno solo all’inceneritore di Torino più quote trattate destinate a impianti diversi. Ma certo NON a Vercelli.

Il Consiglio Regionale del Piemonte fa sapere che nella seduta di martedì 5 aprile l'Assemblea ha svolto la discussione di alcuni emendamenti al “Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione 2012-2020”.
Il dibattito ha visto la presentazione di diverse proposte di modifica da parte del Movimento 5 Stelle su diversi aspetti del provvedimento. Le critiche riguardano - in particolare - l'assenza nel Piano di riferimenti a un'economia circolare, che lo rende vecchio prima ancora di essere approvato. «Le tecnologie, le prassi e le politiche - hanno sottolineato a più riprese i consiglieri del Movimento 5 Stelle - consentirebbero oggi scelte ben diverse e di gran lunga più biocompatibili».
Tra gli obiettivi del Piano: raggiungere il 65% di raccolta differenziata in ogni ambito territoriale e il 50% del tasso di riciclaggio complessivo, oltre a una sensibile riduzione della produzione di rifiuti entro il 2020. Per i rifiuti residuali non riciclabili, stimati al 2020 complessivamente pari a 671 mila tonnellate, il piano prevede la loro valorizzazione energetica o direttamente nel termovalorizzatore di Torino (346mila tonnellate) o previa produzione di combustibile solido secondario (96mila tonnellate) da inviare in parte al cementificio di Robilante e in parte in impianti fuori regione.

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