Tracce di guerra entra nel vivo

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Articolo pubblicato il 21/05/2016 alle ore 15:02.
Tracce di guerra entra nel vivo 2
Tracce di guerra entra nel vivo 2

E' stata inaugurata ieri, venerdì 20 maggio, la mostra con rare immagini di guerra a Vercelli, di bombardamenti e non solo, anche di campi di prigionia di aerei caduti, documenti top secret resi noti dagli archivi alleati e anche un tragico episodio a guerra finita l'uccisione delle sorelle Scalfi all'Isola. All'interno della Sala d'Ercole troneggia la riproduzione 1:5 del vano di carico bombe di un B-17, come quelli che colpirono Vercelli, realizzato da alcuni studenti della sezione aeronautica dell'Itis, nelle vetrinette frammenti di velivoli precipitati, una enorme scheggia di bomba e altri reperti di quegli anni, ottima l'affluenza nel giorno dell'inaugurazione. La mostra resterà aperta per tutta la settimana.

Oggi si replica, tra poco, ore 16,30, sempre al Museo Leone, «Vercelli in guerra», incontro con i testimoni diretti dei bombardamenti e due esperti: Angelo Baroni (ricercatore nel campo dell’aeronautica da guerra) e Renato Silvestri, responsabile del Dipartimento Ordigni bellici inesplosi del Anvcg).

Da ricordare chi ha reso possibile la manifestazione "Tracce di Guerra": la “Rete”, con il coinvolgimento dei vari gruppi di lavoro ed in particolare il curatore Maurizio Roccato, con Silvano Beltrame, Pier Giuseppe Dellavalle e degli archeo-speleologi di «Teses», poi il Museo Leone, con il presidente Gianni Mentigazzi e il conservatore Luca Brusotto, molto attivi nell’organizzazione non solo come ospiti e il Comune di Vercelli.

Nella gallery alcune istantanee relative alla vernice della mostra. A seguire il programma della settimana.

Mentre la mostra al Leone continuerà tutti i giorni il successivo appuntamento sarà per venerdì 27, alle 21, sempre in museo con la proiezione del video documentario «Tracce di guerra - obiettivo Vercelli!», realizzato in collaborazione con Luigi Bavagnoli e “Teses”.
Sabato 28 maggio sarà il giorno dell’esperienza diretta... infatti dalle 10 alle 18 si potranno visitare i rifugi antiaerei di via Vittorio Veneto e quello di piazza Cavour. La stessa piazza ospiterà inoltre un raduno di mezzi militari d’epoca. Il momento più solenne alle ore 11,02, quando, con il lugubre suono originale degli allarmi, sarà commemorato il bombardamento del 28 maggio 1944, in cui persero la vita 19 persone e oltre 90 furono ferite. Saranno esposte le sirene antiaeree, ora restaurate.
Domenica 29 maggio altro appuntamento unico: per la prima volta dal medioevo, la Torre Civica di via Gioberti aprirà le porte al pubblico. Dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18, infatti, la torre, da cui urlava una delle sirene degli allarmi anti aerei, ed ospiterà documenti, tavole e fotografie legate alla storia della puù antica costruzione civile oggi esistente in città. 
E della mitica torre si parlerà alle 16,30 al museo Leone, in una conferenza con relatori Giovanni Ferraris (presidente della Società Storica Vercellese), Silvia Mariolino (responsabile dei recenti restauri del 2015), Daniele Roccato e Pier Giuseppe Dellavalle, restauratori del sistema di allarme anti aereo della torre civica.
Tutti appuntamenti gratuiti e senza bisogno di prenotazione. 
Una ulteriore dimostrazione di un metodo di lavoro coinvolgente, che mette insieme ingegni e associazioni cittadine senza alcun secondo fine al di là della reale valorizzazione della nostra storia, in modo accattivante, come dimostrano le 650 visite al rifugio di piazza Cavour e gli oltre 800 visitatori della passata mostra sempre al museo Leone. Questa volta siamo certi che si farà un nuovo record!.

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