Sgominata cosca della 'ndrangheta

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Articolo pubblicato il 01/07/2016 alle ore 13:30.
Sgominata la 'ndrangheta santhiatese 3
Immagine d'archivio

Confermata in modo eclatante la lunga ombra dell 'ndrangheta sul Vercellese, infatti è stata sgominata la diramazione santhiatese dell'organizzazione criminale. 18 misure cautelari sono state attivate dopo lunghe indagini in un'operazione coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. Pesantissimi le ipotesi di reato nei confronti dei presunti affiliati: un tentato omicidio a Volpiano nel 2014, sequestro di persona di un imprenditore novares nel 2010 e poi ancora: associazione mafiosa armata, estrosione, incendio, danneggiamento aggravato, insomma tutto l'armamentario mafioso. In carcere 15 persone per altri due obbligo di firma. La cosca santhiatese operava nelle province di Torino, Vercelli, Biella e Novara.

Aggiornamento delle ore 16,25: Maggiori dettagli pervenuti sull'operazione anti 'ndrangheta hanno ridotto di molto la "vercellesità" della Notizia, gli arrestati sono persone del torinese e non locali, pare che la definizione di "Locale di Santhià" derivi da una intercettazione di alcuni di questi all'inizio dell'inchiesta, mentre si trovavano in un locale santhiatese. Comunque il raggio d'azione della cosca lambiva anche il Vercellese, non  è dato sapere in che misura. Non sono intervenute forze dell'ordine del nostro territorio e gli arresti non sono avvenuti a Santhià.

Aggiornamento delle 17,40: ecco la ricostruzione ufficiale dell'operazione di stamane a firma del Procuratore della Repubblica di Torino Armando Spataro.

"Sono stati eseguiti 18 provvedimenti cautelari (15 di custodia cautelare in carcere, 1 di arresti domiciliari trattandosi di un ultrasettantenne, e 2 di obblighi di presentazione alla PG), per associazione mafiosa (‘ndrangheta) armata e concorso esterno in associazione mafiosa, una serie di gravi reati di estorsione, detenzione e porto di armi, danneggiamenti aggravati, incendi, sequestro di persona (605 cp) e un tentato omicidio aggravato. Trattasi di indagine ampia ed articolata condotta da diverse forze di polizia (in primis Gico di Torino, Squadra Mobile di Torino e di Biella, unitamente ai CC della Stazione di Volpiano che hanno condotto le indagini per il grave tentato omicidio occorso nel luglio 2010 a Volpiano a danno di TEDESCO Antonio) che ha permesso di individuare una cellula ‘ndranghetista (esponenti della cosca Raso-Gullace-Albanese) operativa nel territorio dell’alto Piemonte, spaziando nelle province di Torino, Biella, Vercelli e Novara ( si parla convenzionalmente del “locale di Santhià” sulla base di una conversazione intercettata nel 2010) in costante collegamento con altri esponenti della medesima associazione mafiosa , dimoranti nella provincia di Torino (nella specie Saverio e Rocco Dominello, esponenti della cosca Pesce Bellocco di Rosarno). Le indagini hanno accertato condizioni di evidente assoggettamento e omertà dimostrate anche da reticenze e assenze di denunce di fatti emersi grazie alle operazioni di intercettazione telefonica e ambientale. Le uniche denunce sono riconducibili a fatti (incendi e danneggiamenti aggravati principalmente) che hanno determinato nell’immediatezza l’intervento delle forze del’ordine, ma sono risultate comunque reticenti in relazione alla mancata indicazione di rapporti pregressi con i prevenuti. Sono state evidenziate ipotesi di vera e propria guardianìa verso locali di intrattenimento notturno, soggetti ad una vera e propria protezione mafiosa, i cui gestori, escussi nel corso delle indagini, hanno escluso di essere vittime di estorsione negando rapporti con i prevenuti che le operazioni tecniche hanno invece certificato con certezza. Tra i fatti di maggior gravità un sequestro di persona perpetrato nel novarese nel 2010 a danni di un imprenditore e un tentato omicidio pluriaggravato commesso nel luglio 2014 a Volpiano a danno di Tedesco Antonio riconducibile a pregresse offese perpetrate nei confronti di Saverio Dominello nell’ambito della gestione poco limpida di un night club. Per tale fatto sono stati arrestati Dominello Saverio e Rocco, rispettivamente padre e fratello di Michele e Salvatore, condannati in primo e secondo grado dall’AG torinese per art. 416 bis c.p., quali partecipi al locale di ‘ndrangheta di Chivasso nel procedimento Colpo di Coda. Sono stati eseguiti anche 5 decreti di sequestro preventivo emessi nei confronti degli indagati MICCOLI Antonio; RASO Antonio; RASO Giovanni (1963); DOMINELLO Saverio; DOMINELLO Rocco. Tra i compendi in sequestro meritano menzione alcune società aventi ad oggetto lavorazioni edili; vetture di lusso, immobili e terreni, sia in provincia di Biella, sia in provincia di Lecce".

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