Sequestrato centro commerciale per evasione

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Articolo pubblicato il 03/06/2016 alle ore 11:11.
Sequestrato centro commerciale per evasione 3
Sequestrato centro commerciale per evasione 3

Persino un noto Centro Commerciale di Gravellona Toce fra i sei milioni di euro di beni sequestrati dalla Guardia di Finanza a una famiglia di imprenditori assai disinvolti che hanno evaso tale cifra. omettendo ricavi nelle dichiarazioni fiscali, avevano messo su una rete di ditte intestate a prestanome (in un caso persino una persona ricoverata in un centro di salute mentale) e cercato anche di spostare un'azienda in Lussemburgo.

Ma ecco il dettaglio della vicenda.

Le fiamme gialle del Nucleo di Polizia Tributaria di Verbania, in seguito ad articolate ed approfondite indagini, in esecuzione del decreto del G.I.P. del Tribunale di Verbania, hanno sequestrato ad una famiglia di imprenditori, quote societarie ed immobili per un valore di quasi 6 milioni di euro, deferendoli, nel contempo ed unitamente alla propria figlia, all’Autorità Giudiziaria procedente, per omessa presentazione di dichiarazione fiscale e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

La vicenda prese le mosse da una verifica fiscale eseguita a Roma, nei confronti di una società, dalla quale emergevano strane anomalie e collegamenti con soggetti e società ubicate nel V.C.O.. Gli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria di Verbania - coordinati dal Sostituto Procuratore della Repubblica, dott. Argentieri - hanno eseguito una lunga e complessa indagine di polizia economico-finanziaria che ha consentito di ricondurre ad una coppia di anziani coniugi, residenti sul Lago d’Orta, un intero gruppo di società, aventi tutte la propria sede legale in Roma e Milano, occultamente amministrate e controllate dai medesimi.

In particolare, lo stratagemma ideato dai due, consisteva nel porre alla legale rappresentanza di tali società persone risultate assolutamente estranee al mondo imprenditoriale e manageriale ed, in un caso, addirittura in cura presso un centro di igiene mentale. In questo modo, la coppia di coniugi, reali amministratori e soci delle società stesse, non appariva pressoché in alcun atto o documento, lasciando alle “teste di legno”, strategicamente posizionate, ogni tipo di responsabilità amministrativa, penale e fiscale. In un caso si è anche scoperto il tentativo, fortunatamente fallito, di trasferire all’estero una società del gruppo con un forte indebitamento verso l’Erario, al preciso ed evidente scopo di far perdere ogni traccia dell’azienda stessa, dei suoi soci e degli amministratori. E’ stata così individuata e quantificata una corposa evasione d’imposta riferita all’anno 2009 che, tra I.V.A. ed Imposte Dirette, mai dichiarate e mai versate, è arrivata ad ammontare a 5.566.809,75 euro. L’esame del complesso intreccio di movimentazioni bancarie e della voluminosa documentazione cartacea ed informatica sequestrata nel corso delle indagini, ha consentito di ricostruire il tragitto percorso dall’illecito profitto dell’evasione che, dopo un iniziale trasferimento in Lussemburgo, è rientrato nella disponibilità della coppia attraverso società olandesi detenute interamente dalla sola donna e dalla figlia della coppia. Al fine, quindi, di recuperare, a favore dell’Erario, l’equivalente di quanto tuttora dovuto dagli indagati e mai versato, si è proceduto, su ordine del Giudice per le Indagini Preliminari di Verbania, al sequestro preventivo di quote di una delle società interessate e di parte di un noto Centro Commerciale di Gravellona Toce.

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