Sacal condannata a Vercelli per inquinamento

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Articolo pubblicato il 11/07/2016 alle ore 14:54.
Sacal condannata a Vercelli per inquinamento 4
Veduta dell'interno della Sacal con i cumuli di scorie

Emessa stamane a Vercelli la sentenza di primo grado al procsso Sacal, Corrado Cordioli e D'Anna Salvatore sono stati condannati dal giudice Eleonora Calevi a 8 mesi per il reato di avvelenamento delle acque e sostanze per uso alimentare, mentre Paolo Giacomazzo è stato assolto. L'azienda deve inoltre far fronte alla bonifica e ripristino della situazione ambientale. Infine sono stati risarcite quattro famiglie con 60mila euro a testa e il Comune di Carisio con 30 mila euro più rimborso spese. Il sindaco Pietro Pasquino commenta: "Da parte nostra la soddisfazione è parziale. Siamo contenti soprattutto per le famiglie che avevano sofferto in tutto questo lungo periodo”. Ma non demorde, ora l'attenzione si sposta al tavolo tecnico che nei prossimi giorni si terrà in Comune a Carisio per ciò che concerne la gestione dei cumuli di rifiuti. Pasquino in merito ha le idee chiare, devono sparire ed essere inviati alle ditte che smaltiscono questo tipo di rifiuto. 

La nota: Giusto un anno fa pubblicammo un servizio sulla Sacal di Carisio, anche perché in quegli stessi giorni si parlava del discusso rapporto dell'Arpa sugli effetti dell'inceneritore di Vercelli, mettendo in bella evidenza le immagini impressionati da Google dei mucchi di scorie da paesaggio lunare. Rischiammo di prenderci una querela perché avevamo dato troppo spazio a una circostanziata denuncia del Sindaco di Carisio sui livelli di PCB nelle misurazioni del Polo Microinquinanti dell'Arpa Piemonte. Ora, anche se il processo riguardava fatti di anni precedenti, c'è una sentenza dello Stato Italiano, per quanto solo di primo grado, che dice che sì, a Carisio una fonderia di alliuminio ha causato danni all'ambiente.

 

 

 

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