RIZZI HA CONFESSATO: "HO UCCISO DANIEL"

L'attesa svolta sull'omicidio del Concordia

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Articolo pubblicato il 07/07/2016 alle ore 17:15.
RIZZI HA CONFESSATO: "HO UCCISO DANIEL" 2
A sinistra Rizzi, a destra l'edificio del delitto

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato ufficiale della Questura di Vercelli che completa il quadro sin qui emerso per il delitto del rione Concordia.

Nella mattinata di oggi, personale della Squadra Mobile ha eseguito un fermo di pg nei confronti di ALESSANDRO RIZZI, classe 93, residente a Vercelli, accusato di omicidio nei confronti di DANIEL NAPOLITANO, nato a Vercelli, classe 91, residente a Vercelli.
Più nello specifico, nella serata di ieri personale della Squadra volante su indicazione della locale sala operativa, si recava in Via Martiri del Kiwù nr.10 in quanto la centrale del 118 richiedeva ausilio in quanto si stavano recando nel luogo su indicato per una persona che presumibilmente aveva subito ferite da arma da taglio.
Gli operatori trovavano sul pianerottolo del 3° piano il corpo di NAPOLITANO, deceduto. Successivamente gli operatori sentivano provenire dal piano superiore delle grida, quindi raggiungevano il 4° piano ove si trovava il RIZZI, che aveva richiesto l’intervento del 118.
Per tali motivi giungeva sul posto personale della Squadra Mobile, del Gabinetto Provinciale della Polizia scientifica, il PM di turno, il Medico Legale e successivamente anche la Squadra Sopralluoghi del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica, che dava il suo contributo nella prosecuzione dei rilievi.
Dalla ricostruzione effettuata anche con l’ausilio della Polizia Scientifica si evinceva che c’era stato un tentativo di ripulire la scena del crimine. Non a caso è stato rivenuto uno straccio con evidenti tracce ematiche. Durante il sopralluogo veniva rinvenuta nel giardino difronte la rampa delle scale dove è stato rinvenuto il cadavere, il coltello presumibilmente utilizzato per commettere il delitto.
RIZZI veniva condotto presso questi Uffici per essere ascoltato in merito ai fatti accaduti e alle ore 3.50 rilasciava dichiarazioni in merito all’accaduto, ammettendo le sue responsabilità. In particolare riferiva di aver accoltellato l’amico nel corso di una lite scaturita per futili motivi, durante la quale aveva anche ricevuto diversi pugni sul proprio corpo, di cui uno sull’occhio dove presentava una ferita.
Il decesso, avvenuto intorno alle ore 21.30, si presume essere stato determinato da una pugnalata con un coltello che avrebbe perforato un polmone.
L’indagato, visti gli elementi probatori raccolti, è stato sottoposto al fermo di pg. Il PM disponeva di trattenerlo presso questi uffici in attesa dell’ interrogatorio in presenza dell’avvocato. Durante l’interrogatorio, quindi, il soggetto rendeva una piena confessione. Alle ore 13 veniva condotto nella locale casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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