ONCOLOGIA: Asl penalizza i malati di cancro

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Articolo pubblicato il 08/11/2016 alle ore 14:58.
ONCOLOGIA: Asl penalizza i malati di cancro 6
L'ospedale Sant'Andrea

L'attacco alla dirigenza Asl è frontale e a portarlo è la Lega Nord di Vercelli. Obiettivo il pesante ridimensionamento di Oncologia, fiore all'occhiello dell'ospedale.

La perdita dei Letti di Oncologia / Oncoematologia  - scrivono i leghisti è una mazzata che colpisce duramente, sia i pazienti, per il rischio di un livello “sottospecialistico” di gestione globale del paziente, sia per i medici e infermieri sul piano organizzativo e professionale. Dei 12 letti oggi per malati oncologici e oncoematologici non c’e’ piu’ traccia, come delle camere con flusso laminare e di un reparto accreditato con le migliori certificazioni, per non parlare degli investimenti fatti con i soldi delle associazioni di malati, rimane solo il Day Hospital e la possibilità di essere ricoverati in letti di altri reparti, in base all’organo o apparato principalmente colpito. Su questo “letto”, successivamente, l’oncologo dovrebbe essere chiamato in consulenza per prendere le decisioni terapeutiche.
Ed e’ qui che si inceppa il meccanismo, sembra che in molti casi lo specialista oncologo debba aspettare di essere convocato come consulente e che non gestisca lui il letto. Dove il modello funziona bene, cioe’ in altri ospedali, il letto è gestito da un’equipe di infermieri e dal medico specialista che è deputato a seguirne la degenza, in questo caso l’oncologo. Sembra che al S. Andrea manchino chiare istruzioni di gestione e monitoraggio di questo nuovo tipo di modello organizzativo di gestione del malato. E avevamo avvisato fin dall’inizio che i “fondamentali” devono essere chiari a tutti, e che la comunicazione e il training sono fondamentali quando si passa da un modello organizzativo all’altro. Il paziente oncologico, o letto oncologico, ha delle necessità diverse rispetto al malato medio ospedaliero, ha infatto un peso specifico piu’ elevato in termini di complessità di gestione ed e’ tutto ben evidente e
chiaro dato che in determinate tabelle si specifica che il “peso” gestionale di questi è 1.5 contro il peso di Non capiamo poi come non si comprenda in ASL e in Regione che l’età media della popolazione si sposta sempre piu’ avanti e avremo una popolazione sempre inevitabilmente piu’ anziana da gestire, con ripercussione anche sulla numerosità dei casi oncologici da gestire. Nel frattempo il Piano Assistenza Territoriale è, attualmente, un vero e proprio libro dei sogni, e il dramma è che viene invece propagandato come un piano funzionante ed efficace. Bisognava invece prima avviare un PAT realizzabile e solo dopo ragionare su come ridurre i letti laddove fossero stati veramente da ridurre.
Se le società scientifiche di settore stanno riflettendo su questo modello di “oncologia senza letti”, immaturo e non adatto al contesto esistenze, a livello invece di politica sanitaria non si capisce come mai in alcuni ospedali questi letti vengano mantenuti, per altre no. I malati di tumore pero’ hanno gli stessi diritti indipendentemente dal tipo di tumore o dalla sede geografica dove abitano. Il modello organizzativo per intensità di cure non è di per se sbagliato, se costruito su dei fondamentali e applicato bene. Certo che dalla teoria alla pratica, occorrebbe pensare che in mezzo ci sono i pazienti.

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