Morto a 86 anni il trinese Domenico Massa

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Articolo pubblicato il 01/07/2016 alle ore 11:22.
Morto a 86 anni il trinese Domenico Massa 3
Una foto degli anni Settanta, Domenico Massa è il secondo da destra

E' morto lo scorso mercoledì a Pallanza Domenico Massa di Trino Vercellese, 86 anni. Domenico aveva consacrato la propria vita a Gesù e Maria e agli ultimi, entrando nella "Società di Maria" (Marianisti) come fratello laico. Lo ricordo compagno di Placido Vidale alla comunità marianista di Vercelli. L'avevo conosciuto a Cascine Strà dopo la scomparsa di Placido. Era un infaticabile motorino della carità. Applicava alla lettera il detto evangelico "Chiedete e vi sarà dato" e lui chiedeva, chiedeva. E otteneva da privati e aziende, ora dei vestiti ora delle scarpe o generi alimentari, qualche volta a interi furgoni. Beni che tramite la comunità di Placico e poi di don Alberto, oppure per altri canali, raggiungevano i poveri. Era anche un creativo e con grandi personaggi della cultura vercellese (ricordo Renzo Roncarolo ma operò con molti altri mi pare anche con Francesco Leale) aveva realizzato dei libri, canzonieri di solito, con illustrazioni. Libri che poi vendeva sempre per le opere di bene. La sua famiglia a Trino è una delle più note e stimate. Domenico fu a Vercelli per una ventina d'anni, dalle metà degli anni Settanta alla metà degli anni Novanta. Poi fu trasferito al centro marianista di Pallanza, però nell'ultima fase del suo servizio, andava spesso, anche per mesi, nella missione marianista in Albania a Lezhe, dove, negli anni, curò le vacanze marine per centinaia di bambini e operò in appoggio alle associazioni locali di sostegno ai disabili. Organizzava anche "camionate" di aiuti dall'Italia. Il funerale si terrà domani, sabato 2 luglio, con due funzioni, prima a Pallanza nella chiesa di San Leonardo alle ore 10 con la Santa Messa, altra Messa alle ore 15 alla chiesa parrocchiale di Trino e sepoltura sempre nella città natale.

Fra le tante iniziative che attuò ci fu anche la "carovana" in Val d'Aosta. Non ricordo come e grazie a chi... ma portò una grossa ruolotte in una località splendida a la trasformo in una specie di "casa vacanze", per soggiorni e ne parla proprio lui medesimo, nella "lettera aperta" che scrisse a Placido indirizzandola in "Via Cieli Aperti, Paradiso" e che si trova nel libro "Nostro fratello Placido" curato dai Marianisti. "E che dire di quelle scampagnate in Valle d'Aosta, là a "Maryland" su quella carovana in quel fazzoletto di terra tutto prato-verde, imbandendo tavolate da trenta per tutti i nostri amici? Come scordare quei pranzetti alla pietra, preparati da te con amore?"

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