Morto Nilo Celoria, un gentleman della fotografia

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Articolo pubblicato il 21/06/2016 alle ore 17:55.
Morto Nilo Celoria, un gentleman della fotografia 3
Nilo Celoria, nell'altra foto è con il Sindaco Corsare, Lella Bassignana e le rappresentanti di Arles al salone Dugentesco

Nilo Celoria era un fotografo puro, non concepiva altro se non le regole auree per cui lo scatto è la fotografia, se non intervieni sullo scatto non ottieni mai una buona fotografia. I suoi lavori, spesso immagini naturalistiche, erano quasi sempre legati alla natura, amava riprendere le sgorgie delle nostre risaie, ma anche gli animali selvaggi della Camargue, lui era molto apprezzato ad Arles oltre che a Vercelli. Ha continuato a fare mostre fino agli ultimi anni e parlare con lui di fotografia era sempre un piacere. Al di là della sua attività artistica è stato un apprezzato bancartio lavorando alla Banca Sella e persona stimata anche ad Asigliano, paese delle origini e alle cui tradizioni è sempre rimasto legato. Un poeta del territorio e di tutto ciò che rende degna la vita. Lui non si è mai atteggiato a maestro dell'obiettivo ma lo era.

Nel 2010 aveva anche ricevuto la medaglia come ex deportati nei lager nazisti e sempre nel 2010, quando si festeggiò il 40° anniversario del Gemellaggio con Arles e, in parallelo all'edizione della Biennale della Caricatura della Famija Varsleisa, al foyer del Dugentesco espose immagini dedicate alla città francese da lui molto amata.

"Lo conoscevo bene - dice Pino Croce presidente di Artes Liberales - sono stato anche a casa sua e nel suo studio, una persona umile, ma che aveva una enorme cultura artistica, era un grande esperto di pittura un critico raffinato. E fu l'unico fotografo nel leggendario "Gruppo Forme" con Leale, Roncarolo e altri grandi artisti. Ricordo che la moglie Maria Teresa Garella, a cui faccio faccio le più sentite condoglianze, è la figlia del titolare della scuola guida, è una grande guidatrice d'auto, specialmente in passato. Erano una coppia di grandi viaggiatori. Spesso facevano migliaia di chilometri in auto. La Camargue era una delle sue mete preferite, ma anche altri posti in Francia e in tutti i paesi d'Europa. Accademico dell'Istituto di Belle Arti, ricordo che veniva a trovarci nel laboratorio di scultura del Belle Arti e poi è stato anche al laboratorio di Artes Liberales. Una persona davvero distinta, competente e disponibile con tutti".

Il funerale domani. mercoledì 22 giugno, alle ore 9, nella chiesa di San Cristoforo a Vercelli. Dopo la funzione la salma sarà portata a Valenza per la cremazione e poi sarà tumulata nella tomba di famiglia ad Asigliano. 

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