Miserere: l'Arca torna a splendere

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Articolo pubblicato il 06/07/2016 alle ore 19:31.
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Carla Crosio, Francesca Canfora e Daniele De Luca, i curatori della mostra in Arca durante l'allesimento

Si inaugura domani alle ore 18 in Arca e successivamente alla chiesa di San Vittore "Miserere", un grande evento d'arte contemporanea proposto dall'Arcidiocesi di Vercelli, in particolare dall'Ufficio Beni Culturali. Un progetto coraggioso perché coinvolge artisti contemporanei, che non sempre vedono il "sacro" secondo i canoni del catechismo e che sono invece stati chiamati a dare la loro interpretazione delle opere di misericordia. Oggi siamo andati all'Arca dove abbiamo trovato "lavori in corso" di un allestimento che si annuncia potente. giocato molto su scultura e installazione, ma coinvolge pittura, video, insomma tutte le espressioni contemporanee. Fra scale e consulti per l'esatta collocazione dei lavori, fra martellate e riflessioni artistiche i tre curatori:  Francesca Canfora, Carla Crosio e Daniele De Luca hanno lavorato duro aiutati da un valido staff. Arca ha avuto altre occasioni espositive dopo i trionfi (ormai dimenticati) dell'era Guggenheim ma credo che con "Miserere" torna per la prima volta una mostra di "contemporaneo" con un progetto, un senso unitario, un dialogo fra le opere che non sono messe a caso, ma in un preciso meccsanismo di senso.

Nel ricordare di non mancare, domani giovedì 7 luglio ore 18, riproponiamo l'ampia anteprima che era già uscita sul giornarle lunedì. Le foto riguardano l'allestimento in pieno divemire.

Vercelli è una delle piazze più importanti dell’arte contemporanea e una riprova clamoroso si avrà nei prossimi giorni con l’apertura di una mostra in tre sedi: Arca, chiesa di San Vittore e sede di Studio Dieci, evento promosso dall’Arcidiocesi attraverso l’Ufficio Beni Culturali, che ha preso come spunto il «Giubileo della Misericordia»-
In due chiese sconsacrate di Vercelli - dice il sottotitolo - le sette Opere di Misericordia nell'interpretazione di 28 artisti.
Inaugurazione venerdì 8 luglio, resterà aperta fino a fine mese. Inaugurazione giovedì 7 luglio, ore 18.
La mostra è curata da Francesca Canfora, Carla Crosio e Daniele De Luca.
Il percorso espositivo rilegge, reinterpreta e attualizza, attraverso l'arte, il tema della misericordia con le opere di artisti, affermati ed emergenti, esposte in due ex chiese di Vercelli - San Marco e San Vittore, ed eventi collaterali in programma al centro culturale Studiodieci.
Ecco come i curatori soiegano l’evento; «Le sette Opere di Misericordia - 7 spirituali e 7 corporali - alla luce dell'insegnamento del Vangelo, indicano il cammino da seguire per raggiungere l'elevazione spirituale.
Misericordia è la piena espressione della Pietas cristiana. È il tema centrale del Giubileo indetto da Papa Francesco ed è l'argomento scelto dall'Arcidiocesi di Vercelli per lasciare un proprio segno sul territorio».
All'Arca, nell'ex chiesa di San Marco, lavori sulle opere di misericordia spirituali con gli artisti: Carlo Gloria, Nicus Lucà, Domenico Borrelli, Francesco Sena, Daniele Galliano, Paolo Grassino, Maura Banfo e, altri sulle opere corporali: Robert Gligorov, Claudio Rotta Loria, Adriano Campisi, Margherita Levo Rosenberg, Rosaria Iazzetta, Mirco Marchelli, Carla Crosio.
Gli artisti emergenti, ospitati nella Confraternita di San Vittore, sono Alessia Tripodi, Luca Marovino, Edoardo Casetto, Giò Gagliano, Gabriele Zago, Donato Marrocco, Diego Pasqualin (opere spirituali), Mia Castro, Maurizio Modena, Flavio Ullucci, Gerardo Rosato, Irene Gittarelli, Nazareno Biondo, Simone Benedetto (opere corporali).
Leggendo i nomi degli artisti non si può dimenticare che molti di questi, provenienti da diverse parti d’Italia, si sono aggregati negli anni anche grazie ai progetti di «Studio Dieci», principalmente con «End in Nation», dunque la “semina” ha prodotto frutti e si armonizza con altre realtà dell’arte.
Tra le opere in esposizione, «Maria» la mendicante di Robert Gligorov: una rappresentazione illusionistica perfetta, dove la postura e l'abbigliamento sono studiati in ogni minimo dettaglio per sedurre e ingannare i visitatori ed interrogarli sull'Opera di Misericordia «Dar da mangiare agli affamati».
Per «Consigliare i dubbiosi» Carlo Gloria ha messo in scena se stesso, e il suo doppio, in un gioco caleidoscopico sulla personalità. «Analgesia nero» di Paolo Grassino mette in mostra invece l'insensibilità, l'apatia, l'indifferenza che affligge la società contemporanea per rappresentare «Sopportare pazientemente le persone moleste».
«Sulla rotta di Noè» Margherita Levo Rosenberg ha raffigurato i pellegrini di oggi con assemblaggi di pellicole radiografiche montate a indicare uno stormo aereo di elementi che rimandano al volo con la videoinstallazione del moto ondoso delle acque sullo sfondo. La scultura antropomorfa, amputata e deturpata, di Rosaria Iazzetta, sull'Opera «Visitare gli infermi», indaga lo stato di immobilismo, esistenziale, etico, politico e sociale, in cui gran parte delle persone si ritrova o ama rilegarsi. Maura Banfo ha rappresentato la religione attraverso le mani in preghiera, a sottolineare la gestualità tipica del perdono. «The bravery of being out of range» di Maurizio Modena è una composizione di oggetti di uso quotidiano (bicchieri e brocche di vetro) che contengono disegni di personaggi e situazioni sociali che riflettono il loro valore nel quotidiano e realizzano il precetto «Dar da bere agli assetati». «Inwardness» di Nazareno Biondo, infine, rappresenta un cuore umano, prigioniero, chiuso in una gabbia stretta che cerca proprio la luce nella misericordia.
Ricordiamo che «Miserere» è realizzata dall'Arcidiocesi di Vercelli, in collaborazione con il Comune di Vercelli per la gentile concessione di ARCA e Studiodieci, con il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia di Vercelli, ATL, Diocesi di Novara e Diocesi di Biella. Il progetto rientra nell'ambito degli eventi di «Città e Cattedrali» di Fondazione CRT e Consulta per i Beni Culturali Ecclesiastici del Piemonte del 2016.
Giorni di apertura: venerdì, sabato e domenica.

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