MEGA FRODE FISCALE: la Finanza arresta un vercellese

Stampa Home
Articolo pubblicato il 29/09/2016 alle ore 10:35.
MEGA FRODE FISCALE: la Finanza arresta un vercellese 4

Nella pomeriggio di ieri, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vercelli hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale del Riesame di Torino, nei confronti di V.A. calabrese di origine ma residente a Vercelli.

 

L’arresto consegue una complessa indagine volta a contrastare una frode fiscale, per quanto l’input investigativo fosse pervenuto dalla Squadra Mobile della Questura di Vercelli, mossa da altri fini operativi. Rilevati gli aspetti fiscali ed inoltrati ai Finanzieri, questi hanno messo in atto le metodologie operative di più specifica competenza, così da individuare un’associazione per delinquere volta a commettere più reati tributari (tra cui l’omesso versamento di ritenute IRPEF, l’omesso versamento dell’IVA), attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nonché la presentazione di dichiarazioni dei redditi infedeli.

 

Il sodalizio criminoso, di cui il V.A. era il “dominus”, era finalizzato ad ottenere vantaggi così da poter sfruttare prezzi più competitivi ed aggiudicarsi appalti nel settore della logistica.

 

Le Fiamme Gialle hanno scoperto chemediante il sistematico omesso versamento di qualsivoglia imposta o contributo, ben 14 società appositamente costituite  riuscivano a mantenere prezzi enormemente fuori mercato, cagionando una concorrenza sleale.

 

Il meccanismo prevedeva che nel momento in cui i debiti tributari raggiungevano livelli elevati e l’attività di riscossione degli uffici si faceva più pressante, l’impresa cessava l’attività per dare vita a nuove nella quali si riversavano gli stessi lavoratori e si facevano confluire gli appalti aggiudicati in modo non corretto.

 

L’attività di polizia economico-finanziaria ha permesso di riscontrare che V. A. è stato il  dominus in tutte le operazioni commerciali e finanziarie poste in essere dall’organizzazione, pur non esponendosi mai in prima persona, ma occultandosi dietro alcuni dipendenti ed amministratori delle società. Così facendo ha depauperato il patrimonio delle società stesse con plurimi atti di “mala gestio” al fine di trarne profitto personale.  Tra le indebite utilitàsono state riscontrate un auto di grossa cilindrata, soggiorni in hotel di lusso e l’affitto di un appartamento in zona Piazza di Spagna a Roma avente rifiniture e mobili di pregio (marmi pregiati, mobili del ‘700 e dell’’800).

 

Attraverso questo fraudolento sistema, protrattosi dal 2007 al 2013, le società hanno potuto distrarre all’erario oltre 9 milioni di euro di imposte  a garanzia  delle quali, nel luglio del 2014, i Finanzieri avevano già proceduto ad un sequestro preventivo per somme, beni immobili e mobili per un valore di oltre 1 milione e 250 mila euro.

 

Cronaca

Cultura

Economia

Sanità

Politica

Sport