"Marocchino di m... ti ammazzo"; insulti all'arbitro su un campo vercellese

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Articolo pubblicato il 12/04/2016 alle ore 13:08.
"Marocchino di m... ti ammazzo"; insulti all'arbitro su un campo vercellese 3
Episodio inqualificabile su un campo di calcio

“Marocchino di m… ti ammazzo”. E’ questa la frase che è costata al centrocampista del Castigliano (2^ categoria Figc Vercelli) Matteo Cavaleri ben 10 giornate di squalifica. A ricevere l’insulto del giocatore l’arbitro, Said El Yousfi, da alcuni anni in forza all’Aia cittadina. I fatti risalgono al match di campionato di domenica 3 aprile tra Castigliano e Torri Biellesi, giocata sul terreno di via Oberdan al rione Cappuccini. Sul punteggio di 4-0 a favore degli ospiti, Cavaleri ha insultato pesantemente, dalla panchina, il direttore di gara che ha estratto il cartellino rosso. Poi è arrivata la stangata del giudice sportivo. Ma se da un lato la società condanna fermamente il comportamento del proprio giocatore (“E’ un comportamento che va punito”, ha affermato il direttore sportivo granata Carlo Bertotti), dall’altro viene a galla anche quanto avrebbe fatto l’arbitro. Cioè la frase che la giacchetta nera avrebbe proferito proprio nei confronti di Cavaleri dopo essere stato insultato: “Se hai qualcosa da dire ti aspetto fuori e ti spacco le ossa”. Circostanza che è stata confermata dall’allenatore del Castigliano, Fabrizio Fasano: “Premetto che ero squalificato per cui non in panchina ma ai bordi del campo. Sul 4-0 l’arbitro ha assegnato quattro minuti di recupero e Cavaleri, dalla panchina, si è agitato chiedendo il perché di quella decisione visto che ormai la partita era definita. A quel punto è stato giustamente espulso e ha insultato il direttore di gara il quale gli ha risposto con un’altra frase censurabile. In tanti anni non avevo mai visto un comportamento del genere”. Fasano, tra le altre cose, respinge le accuse di razzismo nei confronti della sua squadra: “Cavaleri ha certamente sbagliato ma non è un razzista. In squadra abbiamo un giocatore di nazionalità albanese, uno senegalese, un bulgaro. Ci scusiamo ma non possiamo nemmeno non ricordare il comportamento dell’arbitro”.

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