La Polizia sventa sopralluogo di rom truffatori

Due giovani sinti con precedenti si aggiravano per Vercelli

Stampa Home
Articolo pubblicato il 20/05/2016 alle ore 12:16.
La Polizia sventa sopralluogo di rom truffatori 3
Immagine d'archivio

Continua l’attività di prevenzione della Polizia di Stato nella lotta alla piaga dei furti in abitazione e delle truffe. Lo scorso 17 maggio, verso le ore 16, in C.so Garibaldi gli operatori della Squadra Volante della Questura notavano due uomini a bordo di una utilitaria per le vie del centro. L’attenzione degli uomini era attirata dall’andatura sospetta della vettura, che spesso rallentava in corrispondenza dei diversi condomini del centro, e dagli uomini a bordo dei veicolo che ad ogni “fermata” scrutavano bene la zona e gli edifici.

Gli agenti dopo aver osservato a distanza ed in modo discreto i due, decidevano di controllare la vettura e gli occupanti. I due, tuttavia, cercavano di sottrarsi al controllo prima provando a fuggire con l’auto e poi, scesi dallo stesso, cercavano di dileguarsi in direzione di C.so Libertà. Gli operatori li raggiungevano e li sottoponevano a controllo di polizia dal quale si sarebbe poi capito perché idue fossero cosi ritrosi a farsi controllare.

I soggetti, rom di etnia sinti, di 21 e 24 anni, dichiaravano di risiedere nel campo nomadi di via Trento: gli operatori, ben conoscendo gli abitanti di tale accampamento, subito sospettavano della bontà di tali dichiarazioni sicché decidevano di accompagnare i due in Questura. Qui si appurava che i soggetti, in realtà, provenivano, rispettivamente, da Verolengo e Chivasso ed a carico dei due vi erano diversi precedenti penali sia per reati contro la persona, quali lesioni e resistenza pubblico ufficiale, sia per reati contro il patrimonio. I due, infatti, erano stati autori di diversi furti in abitazione attraverso il sistema dei cc.dd. “falsi controllori ENEL”, modalità, un crimine che ferisce non tanto e non solo nel patrimonio delle vittime quanto nell’aspetto morale, lasciando spesso ferite incancellabili.

Gli agenti sottoponevano i due a perquisizione personale estesa al veicolo ed accertavano, altresì, che l’autista era privo di patente. Alla luce dei fatti accertati i due venivano denunciati ex art. 495 del codice penale per aver fornito false dichiarazioni a pubblico ufficiale sulla propria identità, inoltre veniva proposto nei loro confronti il foglio di via obbligatorio del Questore oltre ad essere sanzionato, il conducente, per guida senza patente.

Cronaca

Cultura

Economia

Sanità

Politica

Sport