La nostra acqua è sempre la più inquinata

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Articolo pubblicato il 11/05/2016 alle ore 11:42.
La nostra acqua è sempre la più inquinata 3
Il parlamentare M5S Mirko busto che rilancia l'allarme acque

Oltre il 60% delle acque italiane, superficiali e sotterranee, contengono residui di pesticidi. Si tratta dell’acqua di fiumi e corpi idrici che confluiscono sovente nei nostri acquedotti. A riferirlo è l’Ispra che anche quest’anno presenta dati del biennio 2013-2014 che fanno poco onore alla nostra provincia. In particolare, per le acque superficiali il vercellese è la provincia piemontese che ottiene la “maglia nera” per livello di contaminazione superiore ai limiti. Questo significa che in alcuni punti sono stati trovati inquinati i fiumi Elvo a Casanova, Cervo a Quinto e la stessa Sesia a Motta de’ Conti, territorio dove risulta contaminato da pesticidi anche il torrente Marcova. Anche alcune rogge della bassa vercellese, come la Bona a Caresana, hanno il bollino rosso. Ma c’è qualcosa di molto più temibile: ovvero sta aumentando la presenza di più pesticidi all’interno di uno stesso campione prelevato. In Piemonte sono state rinvenute 27 sostanze tra cui i principi attivi oxadiazon, terbutilazina, triciclazolo, metolaclor e quinclorac. Ad oggi è ancora carente la ricerca sugli effetti sinergici dei pesticidi ma ci sono prove che la presenza contemporanea di più sostanze può aumentare anche di molto la potenzialità cancerogena”.

Questo il commento a caldo del deputato Mirko Busto.

Busto aggiunge: “Come lo scorso anno, chiederemo i dati nel dettaglio all'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Con esperti e attivisti locali scandaglieremo queste analisi a fondo. Lo scorso anno denunciammo che nel vercellese si trovava un terzo delle acque sotterranee inquinate di tutto il Piemonte. Va infine fatto notare che anche quest'anno in Piemonte le analisi non hanno ricercato nelle acque il glifosato, principio attivo di cui come M5S abbiamo chiesto la messa al bando perché cancerogeno. Il glifosato è tra le sostanze rilevate più spesso nelle due regioni dove viene effettivamente cercato nelle acque (Lombardia e Toscana) e recenti test sugli alimenti testimoniano la sua pericolosa presenza nella catena alimentare. L'erbicida è praticamente dappertutto: oltre all'acqua potabile, sono state trovate tracce persino in pasta e fette biscottate”.

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