In Regione 300mila euro per la sicurezza stradale

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Articolo pubblicato il 11/07/2016 alle ore 17:43.
In Regione 300mila euro per la sicurezza stradale 3
In Regione 300mila euro per la sicurezza stradale 3

Trecentomila euro per la sicurezza stradale stanziati dalla Regione Piemonte. Il programma annuale in merito prevede un fabbisogno finanziario di 300mila euro nel corso del 2016. In particolare, 50mila euro saranno investiti nel monitoraggio dell’incidentalità stradale. Altri 150mila serviranno per campagne informative e attività di prevenzione sulla sicurezza stradale, mentre i rimanenti 100mila saranno impiegati per l’educazione alla sicurezza stradale all’interno delle scuole.  «Nonostante le difficoltà di bilancio abbiamo prodotto uno sforzo per tornare a fare prevenzione, anche alla luce dei dati relativi all’incidentalità stradale che, dopo anni di tendenza positiva, hanno registrato un  incremento, anche se piccolo, di eventi mortali – sottolinea l’assessore regionale ai trasporti Francesco Balocco - è evidente che l’investimento in prevenzione consenta risparmi notevolissimi, basti pensare a quanto costa alla collettività anche un solo incidentato in più in termini di spesa sanitaria, di costo sociale, di assistenza». La Regione si propone di rilanciare il dialogo con associazioni, enti e istituzioni per mettere a punto azioni efficaci dal punto di vista educativo e informativo. “Il Piano approvato oggi prevede, tra le altre importanti novità, un maggiore rafforzamento dell'attività di formazione sul tema della sicurezza stradale per gli operatori di polizia locale – osserva Giovanni Maria Ferraris, assessore alla Polizia Locale - un tema che già da tempo è oggetto del piano di formazione continua messo a disposizione dal Settore Polizia Locale e che oggi viene giustamente condiviso con le altre Direzioni regionali interessate. Ancora molto lavoro deve venire intrapreso a favore della sicurezza delle giovani generazioni e questo provvedimento è un passaggio fondamentale per la cultura della prevenzione e per la formazione non solo degli agenti ma dell’intera popolazione piemontese».

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