In arrivo la giuste dose di farmaco individuale

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Articolo pubblicato il 07/04/2016 alle ore 07:30.
In arrivo la giuste dose di farmaco individuale 3
In arrivo la giuste dose di farmaco individuale

Tra poco ognuno di noi avrà la possibilità di avere a disposizione la propria dose precisa di medicinale. E’ infatti nato un nuovo strumento di calcolo, testato già con successo in un piccolo studio pilota negli Stati Uniti, che basandosi sui dati clinici dei pazienti prevede quale sia la quantità esatta di farmaco da somministrare a livello individuale. Sarà, secondo gli studiosi che lo hanno messo a punto, molto utile per trattamenti tipo le malattie cardiache, infezioni batteriche, cancro, ovvero per quelle patologie che richiedono regimi di terapie strettamente controllati. A incidere sulla dose “ad hoc'” sono molti fattori, tra cui l'età, l'etnia, la genetica e le comorbidità, che possono tutti influenzare il modo in cui un paziente risponde a un dato farmaco, rendendo l'approccio al dosaggio “one-size-fits-all” (una quantità uguale per tutti) inadeguato. Attualmente, i medici non possono far altro che monitorare attentamente i pazienti e formulare ipotesi sulla regolazione della dose. Per tentare di aiutarli, gli studiosi americani hanno messo a punto un sistema di calcolo dosaggio personalizzato parabolico, che unisce i dati clinici individuali, tra cui la concentrazione di un farmaco nel sangue, per prevedere quale sarà la prossima dose ottimale di farmaco per quel determinato paziente. A differenza degli approcci precedenti basati su modelli matematici, il nuovo metodo utilizza un'equazione algebrica per costruire una parabola che raffigura la risposta di un paziente a un medicinale. In uno studio pilota su pazienti sottoposti a trapianto di fegato, 4 trattati con immunosoppressori utilizzando le dosi determinate dal sistema di calcolo sono rimasti più facilmente nel range ottimale di trattamento, e hanno anche avuto ricoveri più brevi in ​​ospedale, rispetto ad altri 4 pazienti su cui non è stato applicato il metodo. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che questo approccio potrebbe ottimizzare anche il dosaggio per i pazienti trattati con una combinazione di farmaci.

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