I volontari di Protezione Civile: persone che non hanno paura di sporcarsi le mani per aiutare chi ha bisogno

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Articolo pubblicato il 03/04/2016 alle ore 10:16.
Persone che non hanno paura di sporcarsi le mani per aiutare chi ha bisogno 2
L'arcivescovo parla ai volontari

Sabato 2 aprile l'arcivescovo di Vercelli Marco Arnolfo ha portato il proprio omaggio al mondo della Protezione Civile vercellese rendendo visita alla sede operativa di via Boraso nella zona industriale. Ad accoglierlo nella struttura di oltre 2.000 metri quadri che ospita il Presidio, il Presidente del Coordinamento Provinciale Dario Colangelo, il referente Regionale della Componente Volontariato Roberto Bertone, oltre ai responsabili di tutte le organizzazioni di volontariato di Protezione Civile della provincia che raccolgono oltre seicento volontari che comprendono svariate specialità, dai cinofili ai subacquei, dagli addetti alle trasmissioni radio in emergenza al personale esperto nell’allestimento e gestione di campi di accoglienza.  E’ seguita la visita al Presidio che ha permesso di presentare nel dettaglio all’illustre ospite i mezzi per il pronto intervento, le attrezzature specifiche usate in caso di alluvione, pompe e barriere antiesondazione, le potenti torri faro usate per illuminare le zone di operazione e i generatori in grado di fornire elettricità in caso di black-out, i mezzi e le macchine operatrici, ma anche la grande parabola satellitare mobile che permette di collegarsi in maniera autonoma e multimediale con tutto il mondo. Si è passati poi al magazzino dove sono sistemate, sempre pronte e in perfetta efficienza, le attrezzature in dotazione ai volontari. La visita è poi proseguita nei locali del presidio con la sala comunicazioni dotata di sofisticate attrezzature radio e la sala operativa da cui vengono coordinate tutte le operazioni in caso di emergenza. Nel porgere il benvenuto all’Arcivescovo Colangelo, esaltando lo spirito di servizio e l’abnegazione dei volontari, ha affermato che “in una società moderna che basa i suoi criteri di valutazione sociale prevalentemente sull’apparire, ciò che deve contare è l’operosità nella carità nel senso più ampio della parola, cioè nel donare senza aspettarsi nulla in cambio che non sia la gratificazione di una cosa meravigliosa come il sorriso di un anziano o di un bambino”. Concetto ripreso da Don Marco Arnolfo che ha definito i volontari “persone generose che vivono un nuovo umanesimo con gli occhi e il cuore aperto, senza paura di faticare e sporcarsi le mani, come il buon samaritano che di fronte all’ emergenza trasforma l’azione in missione, dimostrando che la vita acquista valore quando si dona, restituendo con amore quello che, con amore, ci è stato dato, offrendo a tutti i frutti di un lavoro prezioso fatto insieme in amicizia e fratellanza”.  Anche Bertone ha sottolineato nel suo intervento “la sempre maggiore importanza della componente volontariato nella gestione della complessa macchina della Protezione Civile che in Piemonte coinvolge oltre dodicimila fra donne e uomini che con la disponibilità offerta e l’impegno profuso hanno contribuito a portare il Sistema Protezione Civile della nostra Regione a livelli di eccellenza in Italia e in Europa, fedeli al motto “Noi ci siamo sempre”. Al termine degli interventi, a ricordo della visita, lo stesso Bertone ha poi consegnato all’Arcivescovo il CREST della Protezione Civile Regionale. Nell’occasione gli Alpini del Gruppo Don Secondo Pollo, con un atto di grande generosità, hanno fatto dono al Coordinamento di un defibrillatore semiautomatico che entrerà a far parte delle dotazioni di primo soccorso della struttura.

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