I luoghi "maledetti" del Vercellese

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Articolo pubblicato il 28/04/2016 alle ore 18:58.
I luoghi "maledetti" del Vercellese 3
Il tempietto di Saletta

Saletta di Costanzana, la vicina frazione Torrione e poi, sulla stessa linea, la Madonna delle Vigne e il cimitero di Darola vicino a Lucedio. Sono i luoghi più citati nelle cronache di messe nere e profanazioni degli ultimi vent’anni almeno. Più mitologie che fatti, anche se le frasi più inquietanti scritte sui muri delle chiese sconsacrate sono lì a testimoniare che qualcosa c’è stato. Lasciamo la parola alle immagini e a qualche ricordo da cronista, vicino e lontano.

La prima volta che venni mandato a “indagare” su segni di presenze più o meno diaboliche fu nella metà degli anni Novanta nella zona di Lucedio. Mi avevano dato indicazione di cercare in un cimitero abbandonato… ma sulla strada ne trovai ben tre, quale quello giusto? Uno, era certamente quello vicino alla Darola, l’altro non ricordo bene e il terzo non era un cimitero ma la “Madonna delle Vigne”. Rammento che dentro questa cappelletta, che poi venne più o meno messa in sicurezza, non trovai grandi segni di messe nere, mi pare solo una croce rovesciata, ma due o tre bestemmie capaci di scandalizzare pure un ateo e una certa dose di preservativi… non lontano, su una collina, un tram! Mi spiegarono che era una sorta di ritrovo, poi comunque finì bruciato e venne rimosso, ma certo che dava un tocco di surreale ad un paesaggio che già di suo ha una carica particolare. Ci sono tornato poi altre volte, la foto qui pubblicata è di qualche anno fa. Alla Darola tornai poi alcuni anni dopo per fotografare la famosa lapide che allego. Una paio di mesi fa ci sono ripassato, il cimitero è chiuso con un lucchetto, ottima decisione per evitare visite inopportune.

A Saletta, invece, non c’ero mai stato. Delle tracce di messe nere s’era occupato, negli anni, qualcun altro. La maggior parte delle immagini riguarda questo luogo che ha ben quattro poli di interesse, le vestigia del castello, la chiesa, l’annesso cimitero che costituisce il cuore della frazione, chiesa chiusa e cimitero svuotato delle ultime salme, questo perché le profanazioni erano divenute sempre più frequenti. Poi c’è il famoso tempietto, che oggi si raggiunge scarpinando in mezzo ai campi, ma un tempo era più accessibile. All’interno del tempietto strati e strati di scritte, si indovina un 666… poi la scritta “anarchia” e altre amenità, ma più che altro ci sono graffiti che celebrano amori e riportano date.

Le foto (meglio visualizzarle nella sezione gallerie) parlano da sole. Una totale scoperta, per me, è stata la frazione Torrione che è al limite della provincia di Alessandria e lì c’è una piccola cappella, libera da segni satanici, ma scandalosa per altri versi, perché contiene pregevoli affreschi che sono lasciati all’incuria più totale… non sarà la “Sistina”, ma perché lasciarla andare alla malora? 

Comunque sia questi territori fra pianura e collina hanno effettivamente un’aura particolare come se sorgessero su una “faglia”, un confine fra dimensioni diverse che forse ogni tanto coincidono… chissà, fantasie, certo, ma hanno colpito la fantasia di molte persone.

 

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