Due cardinali e 10 vescovi per beatificare don Abbondo

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Articolo pubblicato il 10/06/2016 alle ore 11:54.
Due cardinali e 10 vescovi per beatificare don Abbondo 3
L'inaugurazione della statua di don Abbondo a Tronzano

Domani, sabato 11 giugno in Duomo a Vercelli, dalla ore 10, ci sarà la solenne beatificazione di don Giacomo Abbondo, un sacerdote vissuto bel XVIII secolo (1720-1788) che esercitò il suo ministero sia a Vercelli che soprattutto a Tronzano dove il ricordo del suo passaggio e delle sue sante azioni si è perpetuato nei secoli.

La cerimonia sarà presieduta dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi in rappresentanza di Papa Francesco con il nostro arcivescovo Marco Arnolfo e diversi alti prelati. E' annunciata la presenza del Cardinal Tarcisio Bertone e dei vescovi: Marco Brunetti di Alba, Guido Gallese di Alessandria, Francesco Ravinale di Asti, Gabriele Mana di Biella, Alceste Catella di Casale Monferrato, Edoardo Cerrato di Ivrea, Gianni Ambrosio di Piacenza-Bobbio, Giuseppe Guerrini di Saluzzo e anche il nostro arcivescovo emerito padre Enrico Masseroni. Sarà presente al rito una buona parte della comunità parrocchiale di Tronzano. Il momento è atteso da decenni. Domenica nella parrocchiale del paese altra solenne celebrazione eucaristica di ringraziamento con la partecipazione di Mons. Marco Arnolfo e l'inaugurazione di una mostra a lui dedicata presso l'ex Albergo del Sole.

Può essere interessante apprendere la storia di questo sacerdote, tratta dall'invito ufficiale del rito.

Don Giacomo Abbondo nasce a Salomino, frazione di Tronzano Vercellese, il 27agosto 1720. Riceve l’ordinazione sacerdotale il 21 marzo 1744. Per molti anni collabora con il parroco di San Michele in Vercelli. Si immerge sempre più nella spiritualità della Madonna del Buon Consiglio e dei Sacri Cuori di Gesù e Maria; diviene apprezzato direttore spirituale dei candi dati alla vita religiosa. E anche zelante assistente spirituale dei carcerati e dei condannati a morte aiutandoli anche attraverso gesti di carità. Nel 1757 viene nominato parroco di Tronzano, dove rimane fino alla morte. Qui si dedica in modo sistematico alla catechesi e alla predicazione soste nendo l’adesione dei fedeli alla retta dottrina e impegnandosi contro gli eccessi del Giansenismo e del rigorismo sacramentale. 11 suo apostolato è segnato da una speciale attenzione alla cura dei malati e dei poveri, soprattutto attraverso il potenziamento della locale Congrega zione di Carità.

Uomo di Dio, don Giacomo trascorre le ore libere, sovente anche di notte, nella preghiera. Si dedica completamente al bene del suo popolo, che evangelizza con una costante testimonianza di spiritualità: il fine di ogni sua opera non è altro che Dio, per il quale egli non risparmia né Fatiche né patimenti.

Si addormenta piamente nel Signore il 9 febbraio 1788.

Fin da subito i fedeli lo invocano come potente intercessore ed ottengono da lui molteplici “grazie”. La sua fama di santità fa si che la popolazione di Tronzano, ogni anno, lo ricordi nel giorno della sua morte.

Il Sommo Pontefice Francesco ne riconosce l’eroicità delle virtù il 9 maggio 2014. Con decreto del 5 maggio2015 approva il miracolo avvenuto a Tronzano nel 1907, con la guarigione dell’adolescente Giovanni Domenico Viola e stabilisce che sia proclamato Beato.

 

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