Da Carisio l'allarme diossine

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Articolo pubblicato il 24/06/2016 alle ore 09:45.
Da Carisio l'allarme diossine 3
Due momenti della conferenza

 

A Carisio ieri sera, giovedì 23 giugno, nella chiesa parrocchiale, serata pubblica sulle Diossine e i rischi per la salute connessi. Un evento promosso dal sindaco Pietro Pasquino che da tempo combatte una dura battaglia contro Sacal, la fonderia che certamente ha inquinato per anni i terreni prospicenti all'impianto (e questo è un dato di fatto, ci sono le misure dell'Arpa) fino a 1300 metri. In quest'area da anni ormai non si possono mangiare le uova delle galline e i prodotti dell'orto perché contengono diossina, L'11 di luglio è attesa la sentenza del Tribunale di Vercelli in un procedimento penale per inquinamento che dura ormai da tempo. Le cose che ha detto la dottoressa Maria Letizia Primo, medico legale e psichiatra, consulente tecnico del Giudice presso il Tribunale di Torino fanno rabbrividire in generale, perché ha ricordato che Diossine, Pcb, “distruttori endocrini”, pesticidi e similari sono presenti un po' in tutti i prodotti, da quelli alimentari ai detersivi e che anche una modesta fonte ulteriore di esposizione può innescare effetti deleteri ed in particolare durante il periodo di gravidanza, molte sindromi come quella dell'iper-attività possono essere legate all'assorbimento nel feto di diossine o PCB (Policlorobifenili). Il dottor Edoardo Bai, medico del lavoro del Comitato Scientifico di Legambiente ha posto l'accento sulle unità di misura, ricordando che per le diossine la dose assorbibile dall'organismo è davvero minima, 14 picogrammi al giorno (il picogrammo equivale a mille miliardesimi di grammo!) e ha sottolineato come in un'azienda da lui testata in cui si opera con le diossine, nel sangue dei dipendenti sono stati trovati 90.000 picogrammi e a tal proposito il Sindaco di Carisio ha annunciato di voler chiedere alla Procura tale analisi per i dipendenti Sacal.

Ha poi preso la parola Gian Piero Godio, presidente Legambiente Vercelli che si è soffermato sulla non idoneità del territorio per impianti industriali a forte impatto.

I dettagli saranno nel prossimo numero di Notizia Oggi Vercelli di lunedì 27 giugno. I dati da segnalare sono la buona partecipazione della popolazione che ha posto diverse domande e anche la presenza di un esponente di un comitato di Mottalciata che ha edotto il pubblico su due pazzeshi progetti uno dei quali approvato dalla Provincia di Biella, che porterebbero nel territorio altri impianti potenziali fonti di diossine e inquinanti. Ne emerge un quadro di allarme ambientale serio.

Il vero problema di tutto ciò e che le diossine e Pcb vanno a incidere su patologie molto diffuse, oltre a potersi manifestare anche trent'anni dopo l'esposizione, per cui non è provabile il nesso di “causalità”, come avviene ad esempio per il mesotelioma causato dall'amianto e ciò complica di molto l'accertamento delle responsabilità delle aziende come la Sacal. “Per il passato possiamo fare poco – ha sottolineato Godio – invece sul futuro possiamo fare molto”. Questo “molto” sta tutto nel vigilare e nel contrastare nuove autorizzazioni di impianti in un'area troppo delicata. Intervenire dopo significa che qualcuno ha già pagato il prezzo...

 

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