CRONACA: vendevano Vespe d'epoca false.

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Articolo pubblicato il 05/08/2016 alle ore 12:11.
CRONACA: vendevano Vespe d'epoca false.  4
Uno dei modelli spacciati per originali

La Polizia di Stato ha recentemente concluso una brillante operazione denominata “OPERAZIONE VESPAIO”, portata a termine, nello specifico, dalla squadra di polizia giudiziaria della Polizia Stradale di Vercelli. L’operazione ha avuto inizio nel mese di giugno 2015, a seguito di una segnalazione confidenziale: i poliziotti individuavano un soggetto novarese, incensurato, apparentemente dedito alla realizzazione di impianti elettrici che aveva posto in vendita, mediante annunci internet, alcuni veicoli d’epoca di ignota provenienza, tra cui un pregiatissimo esemplare di Vespa 98 del valore di circa € 80.000. Dopo vari appostamenti e successive perquisizioni, i poliziotti addivenivano all’identificazione di 3 soggetti di nazionalità italiana (residenti tra le province di Massa Carrara e Novara), collegati tra loro per la passione per il collezionismo di motoveicoli “Vespa”, che avevano dato vita ad un sodalizio criminale dedito all’attività illecita di riciclaggio e ricettazione di motoveicoli d’epoca, nonché di produzione ed uso di atti e documenti di circolazione falsi. L’attività di “riciclaggio” posta in essere dai soggetti si è realizzata mediante l’abbinamento di carte di circolazione e certificati di rilevanza storica falsi a motoveicoli del tipo Piaggio Vespa prodotti negli anni ’50 e ’60 di ignota provenienza, sui quali venivano poi riprodotti numeri di telaio di comodo relativi a motoveicoli radiati o demoliti da oltre 20 anni. Tale procedura è risultata agevole per il sodalizio poiché fino agli anni ‘70 non tutti i motoveicoli erano catalogati e registrati all’interno degli archivi del PRA, condizione questa conosciuta da uno degli indagati poiché titolare di un agenzia di pratiche auto, con sede in Toscana, specializzata nella re immatricolazione di tale categoria di veicoli. L’attività investigativa ha permesso, inoltre, di appurare che qualora i malviventi non fossero riusciti a procurarsi un documento d’epoca falso, gli indagati si reperivano documenti di circolazione genuini presentando agli Uffici del PRA e della MCTC false denunce di smarrimento congiuntamente a richieste di emissione duplicati. L’attività di riciclaggio dei motoveicoli si concludeva poi con l’apposizione sugli stessi di false targhe d’epoca e la loro vendita mediante annunci internet. Detta commercializzazione si è realizzata in tutt’Italia, in maniera particolare in Piemonte e Toscana dove il collezionismo di veicoli Piaggio d’epoca è particolarmente sentito. L’indagine si è conclusa con la denuncia in stato di libertà di 3 persone (due uomini ed una donna rispettivamente classi ‘75, ‘76 e ‘59) per i reati di falso e riciclaggio, e con il sequestro di 4 motoveicoli (per un valore di circa 100 mila euro) e di oltre 120 documenti di circolazione falsi, ossia licenze di circolazione d’epoca e fogli complementari.

 

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