Sequestrate 180 paia di scarpe di valore

Commercio di scarpe rubate a Vercelli

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Articolo pubblicato il 27/04/2016 alle ore 15:40.
Commercio di scarpe rubate a Vercelli 3
Commercio di scarpe rubate a Vercelli 3

Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato, ha concluso un’altra operazione, eseguendo quattro misure cautelari degli arresti domiciliari disposte dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vercelli, Fabrizio Filice, e smantellando così un commercio abusivo di scarpe rubate nella città di Vercelli. Più nello specifico l’attività investigativa è iniziata nel decorso mese di febbraio quando si apprendeva di movimenti sospetti presso un’abitazione privata. Effettuati i dovuti accertamenti, veniva informata la locale Procura, nella persona del Sostituto Procuratore Davide Pretti, che delegava le indagini alla Prima Sezione della Squadra mobile.

Tramite anche l’ausilio di presidi tecnologici, si appurava che dentro l’abitazione segnalata veniva posta in essere un’attività di commercio non autorizzata, ossia delle persone entravano nello stabile e uscivano con borse di carta di colore bianco visibilmente cariche di merce. Veniva così disposta dal PM una perquisizione che dava esito positivo in quanto venivano rinvenute all’interno dell’abitazione circa 180 paia di scarpe marcate “Ago Italia” ovvero di calzature di elevato valore economico che si è appurato esser state sottratte presso dei magazzini di Magenta (MI) della ditta HYSIDEIS s.r.l. (ex AGO ITALIA). Il furto ammontava a circa 400 paia di calzature, per un danno complessivo di circa 40.000 euro. A seguito di accertamenti è stato poi possibile recuperare presso la ditta di spedizione TNT di Novara altre 80 paia che erano pronte per essere trasferite in Sicilia per far proseguire lì la vendita abusiva.

Grazie alla minuziosa e incessante attività di polizia giudiziaria è stato possibile indagare complessivamente 12 soggetti di cui 7 per il reato di incauto acquisto, 3 per il reato di furto aggravato e 2 per il reato di ricettazione aggravata. In particolare, le misure cautelari degli arresti domiciliari sono state disposte per i due autori materiali del furto e per due ricettatori, tutti parenti tra loro. Uno dei ricettatori attualmente agli arresti domiciliari era finanziere in servizio presso la locale Guardia di Finanza ed è emerso che, proprio durante il servizio di pattuglia, si occupava anche di vigilare l’attività di famiglia e procacciare maggior numero di clienti.

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