Chiusura poste nei paesi: "la Regione può e deve attivarsi"

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Articolo pubblicato il 06/05/2016 alle ore 11:58.
Chiusura poste nei paesi: "la Regione può e deve attivarsi" 3
Chiusura poste nei paesi: "la Regione può e deve attivarsi" 3

Riceviamo e pubblichiamo per conoscenza un comunicato dell'onorevole Roberto Simonetti, Lega Nord Padania che incita la Regione Piemonte e gli altri enti locali regionali, compresi i Comuni, ad attivarsi presso Poste Italiane per evitare che il servizio postale continui a degenerare, con consegna della corrispondenza a giorni alterni ed altre trovate ai danni degli utenti. C'è un accordo tra il Ministero per lo Sviluppo Economico e Poste Italiane per il quale le regioni possono ricontrattare con l'azienda sui servizi erogati. In sintesi se non ci si accorda in poche settimane ci teniamo i disservizi, che in Piemonte sono tanti, dunque c'è una precisa chiamata ad assunzione di responsabilità da parte della Giunta Chiamparino.

Ecco il testo pervenuto

A  seguito di una mia precisa interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico in merito alla chiusura degli uffici postali nelle località periferiche e la razionalizzazione dei servizi effettuati dalla società Poste Italiane , il  Sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli mi ha risposto che il Ministero ha concluso una fase di negoziazione con Poste Italiane ribaltando la prospettiva sinora da lei tenuta assumendo la razionalizzazione in corso come una vera e propria linea di “politica industriale”. La nuova impostazione si basa sull’assunto che la capillarità della presenza delle Poste non debba più essere considerata un peso bensì un asset strategico, un valore aggiunto per la società medesima.

Poste Italiane  si è impegnata a ricercare e a valutare prioritariamente alla razionalizzazione ogni possibilità di potenziamento complessivo dei servizi attraverso accordi con le regioni e gli enti locali.

La società Poste Italiane dovrà valutare prioritariamente alla decisione di rimodulazione e razionalizzazione le iniziative promosse da enti ed istituzioni territoriali in grado di aumentare la redditività della rete degli uffici postali in ambito territoriale. Tali proposte dovranno pervenire entro il 30 settembre di ogni anno e le Poste dovranno trasmettere il Piano all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni entro il 1 luglio 2016.

Il Ministero ha inviato a marzo di quest’anno una lettera a tutti i Presidenti di Regione cui è demandato il compito di promuovere le suddette iniziative, invitando di attivarsi con sollecitudine affinché siano tutelati i diritti dei cittadini.

Orbene i Presidenti delle Province, i Sindaci dei capoluoghi, il Presidente della Regione si sono attivati come da richiesta del Ministero per evitare la chiusura e la razionalizzazione dei servizi postali? Hanno inviato delle proposte alla società Pose Italiane? Il Presidente Chiamparino ha diramato la comunicazione ricevuta dal Ministero agli enti locali piemontesi? Nessuno ne sa nulla!!! Ecco perché Lega Nord ha protocollato una interrogazione in Consiglio Regionale affinché il Partito Democratico, che governa il Paese, la Regione e molte realtà comunali piemontesi, al posto di fare solo titoli sui giornali di contrarietà alla razionalizzazione di Poste Italiane usi il potere che gli incarichi istituzionali gli forniscono per fermare questo dannoso stillicidio del servizio postale che il Piemonte sta subendo.

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