Chitarre e ricordi: incontro con l'artista Angelo Gilardino

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Articolo pubblicato il 05/11/2016 alle ore 11:21.
Chitarre e ricordi: incontro con l'artista Angelo Gilardino 3
Chitarre e ricordi: incontro con l'artista Angelo Gilardino 3

Appuntamento a questa sera con Angelo Gilardino, compositore e docente: sabato 5 novembre, alle 18, al ridotto del Civico, Gilardino sarà il protagonista assoluto della presentazione del suo nuovo volume «Io, la chitarra e altri incontri - memorie di un artista», edito da Curci. L’evento, a cura di Enrico Demaria, è a ingresso libero e sarà anche possibile acquistare il volume.

«Gilardino - ha detto il sindaco Maura Forte - è un punto di riferimento mondiale per la chitarra. Per noi è importante identificare Vercelli come città della musica un biglietto da visita mondiale, con un pubblico qualificato e validi musicisti in attività».

Mentre gli assessori Daniela Mortara e Graziella Ranghino hanno sottolineato anche l’importanza di far vivere con tante iniziative il ridotto del Civico e della miniera di ricordi che è Gilardino.

Enrico Demaria ha quindi suggerito alcuni spunti: «Il libro è concepito come una raccolta di 14 lettere a persone e realtà importanti per l’esistenza dell’autore. Ci sono così lettere ai genitori, al grande Segovia, ai suoi allievi... In queste pagine si parla di Asigliano, patria dell’artista, di Robbone, ma anche dei musicanti da strada che l’hanno fatto innamorare della musica. Questo è il quarto volume di Angelo, che scrive divinamente, con uno stile inconfondibile. Il volume si legge dunque con grande piacere».

Per ultimo ha parlato il maestro, il quale ha ricordato con gratitudine quando Joseph Robbone lo chiamò ad insegnare chitarra al Liceo Viotti. Ha anche sottolineato l’importanza di una buona politica per la promozione della cultura, cosa che Vercelli ha sempre avuto. «Il riso arriva da oriente - ha osservato - ma anche la chitarra, che arriva dalla Persia». 

Importante la riflessione innescata da una domanda su come si comportava il suo allievo Demaria. «Nella mia attività di docente - ha detto - non sono solo orgoglioso di aver aiutato allievi virtuosi a migliorare un dono di natura. Sono soprattutto orgoglioso di aver aiutato tanti giovani a scoprire se stessi attraverso la musica, anche se poi hanno intrapresi altre vie... Da me sono passati futuri giornalisti come Enrico, ingegneri, scienziati... ovvero non si preparano solo i musicisti ma soprattutto i cittadini del futuro».

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