ANNI 80: dark e paninari nelle "vasche" sul corso

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Articolo pubblicato il 29/11/2016 alle ore 19:39.
ANNI 80: dark e paninari nelle "vasche" sul corso 3
ANNI 80: dark e paninari nelle "vasche" sul corso 3

Ecco una nuova puntata della rubrica sugli anni Ottanta dell'ottimo Christian Rossi che spalanca per noi le porte della memoria.

Metà novembre di metà decennio. Il dilemma di quelle fredde giornate autunnali degli anni ottanta, prima di uscire di casa era: Chiodo, Moncler o Henry Lloyd?
Erano i “nostri” giubbotti più gettonati... Chi non ne aveva almeno uno? Grazie al programma televisivo «Drive-In» nascevano veri e propri movimenti, musicali e modaioli. Il nostro modo di vestirsi si adeguava al tipo di musica che si ascoltava in quel periodo: come non ricordare i Metallari, i Dark e i Paninari...
Era bello passeggiare e macinare “vasche” sul corso Libertà per vedere giovani con una propria identità e non quasi tutti uguali come nel nuovo millennio. Ricordo su quel tratto di corso una vera e propria sfilata di moda, chi con il Chiodo nuovo, chi con lo spolverino, chi con gli stivali Campero (quelli con la punta squadrata e l’anello sul fianco, tanto per intenderci), poi i coloratissimi piumini Moncler (gialli, verdi, azzurri e addirittura viola) e i più semplici giubbotti di jeans dell’Americanino imbottiti col colletto di pelo bianco. Noi vercellesi stavamo sempre attenti alla moda e alle nuove collezioni stagionali, nonostante fossimo ben forniti dai negozi storici cittadini: come non ricordare il negozio che vendeva i Levi’s in via Galileo Ferraris, il negozio di calzature all’inizio di viale Rimembranza dove si potevano trovare gli stivali e le Timberland, poi ancora in corso Marcello Prestinari lo «Smog» dove si trovava l’abbigliamento della Uniform. E poi in via Balbo angolo via Laviny invece si poteva trovare l’abbigliamento della Stone Island in un negozietto che a me piaceva moltissimo. Poi Benetton e Sisley sempre in corso Libertà. Insomma, c’era l’imbarazzo della scelta, ma noi giovani, non eravamo mai contenti, volevamo essere sempre i primi ad indossare un capo nuovo che ancora a Vercelli non “girava”, allora erano molte le volte che si prendeva il treno per Novara per accaparrarci la nuova scarpa, la nuova maglia, il nuovo pantalone o il nuovo giubbotto, e i negozi più gettonati d’oltre Sesia erano l’Emporio Jeans e il Gusberti, anche loro ormai chiusi come quelli citati nella nostra città.
I più grandicelli se ne andavano direttamente a Milano... Una volta li seguii: shopping a San Babila e tappa fissa al Burghy (McDonald non sapevamo nemmeno cosa fosse) prima di rientrare a casa. Una delle più numerose compagnie vercellesi, che vestiva sempre alla moda in quegli anni, era la compagnia “del Giallo” di viale Garibaldi, numerosissimi ragazzi e ragazze con motorini, e moto che affollavano la metà del nostro viale alberato in centro. Erano veramente anni spensierati e belli da vivere!! Erano gli anni dei grandi artisti musicali, non quelli di una stagione e basta, magari, usciti da un reality show.
Chi sicuramente non ebbe successo da un reality show fu: Sandra Ann Lauer ex Cretu, nota semplicemente come Sandra (nata Lauer, sposata Cretu dal 1988 al 2007). Oggi 54enne, è una cantante tedesca, nata da madre austriaca (Karin Lauer) e padre francese (Robert Eltern). L'esordio avviene con il singolo Japan Ist Weit, cover in tedesco di Big in Japan, successo degli Alphaville. Un pezzo raro da collezione, soprattutto per la presenza del brano inedito Sekunden, non inserito in altri album. Il 1985 fu un anno fortunato: Michael Cretu spopolò nelle classifiche europee con Samurai e il progetto Moti Special. Sandra si fece strada con il primo successo internazionale (I'll Never Be) Maria Magdalena, che riscosse grande successo in Europa e parte del mondo, portando la cantante ai primi posti delle classifiche europee. A seguire furono pubblicati altri singoli di successo come In the Heat of the Night, ai primi posti delle classifiche europee e Little Girl, anche questo singolo di successo. Questi singoli erano stati estratti dal primo album di Sandra, intitolato The Long Play, che ottenne un ottimo successo ed era stato pubblicato dalla Virgin, etichetta discografica alla quale è sempre rimasta legata. Senza un attimo di pausa, l'anno successivo, il team Cretu sfornò il secondo LP, Mirrors, da cui furono tratte altri singoli: Innocent Love, che si classificò terzo al Festivalbar 1986 vincendo un premio consegnato direttamente da Vittorio Salvetti, Hi! Hi! Hi!, presentata sempre nella stessa estate, che ebbe un discreto successo in tutta Europa e fu utilizzato come colonna sonora del film Yuppies 2 con Ezio Greggio e Massimo Boldi. Nel 1987 Sandra festeggia i risultati ottenuti in classifica pubblicando una raccolta di singoli, Ten on One (The Singles), con due brani inediti di successo: Everlasting Love e Stop for a Minute, a loro volta estratti come singoli per promuovere la raccolta. Il 7 gennaio 1988 sposò Michael Cretu, il suo produttore, e tornò nel mondo della musica con il singolo Heaven Can Wait.

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